Passa ai contenuti principali

LA PRINCIPESSA ANASSERTIVA



“C'era una volta una principessa che accetta di indossare un corpetto regalatole dal suo principe azzurro: Questo corpetto le impedisce di respirare a pieni polmoni, anzi talvolta le sembra di soffocare, ma lei non vuole toglierlo per non offendere  il principe che gliel'ha regalato. Un giorno la principessa si ammala e il medico, togliendo il corpetto per visitarla, scopre che quel corpetto così stretto non solo le impediva di respirare liberamente ma le ha anche creato delle piaghe purulente”

Eccoci qui… finalmente riesco a registrare una puntata della podcast! Come stai? Spero tu ti sia rilassato/a durante questo mese d’Agosto!
Veniamo al dunque… la puntata di oggi vede come protagonista una principessa. La metafora è sempre tratta dal libro di Consuelo Casula “Giardinieriprincipesse porcospini” e si intitola “Il corpetto della principessa”: è  la metafora di quando una persona non ha piena autonomia.
Consuelo Casula definisce così l’Autonomia: «Chi ha autonomia ha capacità. Chi ha capacità ha  responsabilità, chi ha responsabilità sceglie e chi sceglie sa anche rinunciare a qualcosa, sa accettare i limiti proprio e altrui. Quando una persona è autonoma e responsabile è motivata dal proprio interesse e il suo comportamento diventa maggiormente prevedibile e meno erratico. Chi agisce, invece secondo quelle che crede siano le esigenze e le aspettative i bisogni latenti dell'altro o secondo ciò che si deve fare, chi propende ad essere compiacente accondiscendente è anche pronto ad attaccare o a ritrarsi, a lamentarsi, a recriminare e a sentirsi incompreso. A dichiarare “dopo tutto quello che ho fatto per te” e a un certo punto presentare un conto sovente salato e pretendere un risarcimento».
Essere autonomi è uno dei prerequisiti dell'assertività: una persona autonoma è in grado di saper mediare o di opporsi attivamente nei confronti dell'altro e quindi attivare dei rapporti autentici e diretti e da qui torniamo al titolo della puntata: “La principessa anassertiva”.
In questa puntata voglio descriverti nei minimi dettagli chi è la persona passiva o anassertiva: è quella persona che ha timore di essere ascoltata e vista dalle persone che la circondano, esita ad esprimere le proprie sensazioni e propri pensieri e desideri, si adegua agli altri evitando ogni forma di confronto e tende solitamente ad adeguarsi in modo eccessivo alle richieste provenienti dal mondo esterno; molto spesso rischia di mettere da parte i propri bisogni per realizzare i bisogni altrui fino a raggiungere una certa soglia di stress perché non ce la fa più e magari rischiare di rinchiudersi ancora di più dentro di sé o magari a rinfacciare tutto quello che ha fatto nei confronti dell'altro soprattutto quando non riesce e non trova una sorta di ringraziamento da parte dell'altro.
Se volessimo sintetizzare i comportamenti verbali, non verbali e i sentimenti della persona anassertiva, potremmo dire che una persona passiva/anassertiva:
  • -         Non dice mai quello che pensa
  • -         Cerca di essere simpatica a tutti
  • -         Evita il rischio di conflitti e divergenze
  • -         Si scusa ripetutamente
  • -         Evita di parlare in pubblico
  • -         Non esprime ciò che desidera
  • -         Tende a procrastinare
  • -         Utilizza frasi come “Le rubo un minuto, Posso?, Scusa se…, Spero di non annoiarla, Dovrei, Sto facendo il meglio che posso…mi spiace”
  • -         Ha movimenti orientati alla chiusura
  • -         Le posture sono chiuse, rigide
  • -         La voce è bassa, timida, sussurrata
  • -         Arriva in orario ed in modo rigido ed ossessivo, oppure in anticipo
  •   Nutre sentimenti di depressione, ansia, angoscia, colpa, invidia, vergogna


Di conseguenza:
  • -         Diminuisce l’autostima e l’autonomia
  • -         Aumenta la rabbia verso gli altri e se stessa
  • -         Crea insoddisfazione e insicurezza
  • -         E rinuncia ad essere col tempo se stessa


Proprio come le piaghe purulente della principessa: traducendo, infatti, la metafora…il corpetto sono le relazioni, il modo di comunicare con le varie relazioni con cui noi ci interfacciamo durante la nostra vita, le piaghe purulente sono tutte quelle comunicazioni poco efficaci che non ci rendono soddisfatti di come vorremmo realmente essere!

E tu? Ti ritrovi in alcuni di questi tratti della persona anassertiva/passiva?

Ascolta la puntata per avere ulteriori info, esempi e spunti di riflessione


Ti saluto con la seguente citazione di Thomas Davidson: 

Accompagnati con le persone più nobili che puoi trovare. Leggi i libri migliori. Vivi con i potenti. Ma impara ad essere felice da solo. Affidati alle tue energie e non aspettare né dipendere dalle altre persone

Commenti

Post popolari in questo blog

LA COMUNICAZIONE EFFICACE

Di seguito, ti riporto alcuni miei appunti utilizzati per un corso che ho tenuto con parenti e caregiver che fanno assistenza ai malati di Alzheimer.  Ad ogni modo, sono utili per tutte le situazioni in cui si comunica. Fanne tesoro! 😊
Cos’è la comunicazione?
Comunicare significa mettere in comune, esprimere, esternare, creare relazioni con altri esseri umani, dare forma di messaggio a idee, sentimenti e vissuti personali. Il fine della comunicazione è quello di produrre un comportamento. La messa in atto di questo comportamento è quello che ci dirà se la nostra comunicazione è andata a buon fine o meno.
MODALITA’ COMUNICATIVE La comunicazione avviene su tre livelli che coprono, a loro volta, diverse percentuali. Come evidenzia il successivo grafico, si può osservare come la comunicazione non verbale copre uno spicchio abbastanza ampio rispetto la comunicazione verbale e para-verbale.




Vediamo, di seguito, i vari tipi di comunicazione
LA COMUNICAZIONE VERBALE
La comunicazione verbale utilizza i…

AUGURI PAPA'!

Ascolta "La parola ai papà e ai figli" su Spreaker.



Un anno fa decisi di fare una puntata del mio podcast dedicandola a tutti i papà del mondo; chiesi, pertanto, ai miei ascoltatori se avevano voglia di condividere con me la loro esperienza di figli e/o padri.

La voglio ritrasmettere in questo 19/03/2020, in questo momento storico particolare che tutti noi stiamo vivendo; in una giornata che avevamo immaginato diversamente per e con i nostri papà...magari con una deliziosa zeppola ed un buon pranzo o cena! E invece ciò non è possibile...per chi non vive con i genitori come la sottoscritta è una festa del papà differente...strana!

Ad ogni modo, voglio cancellare tale malinconia augurando buona festa del papà a tutti i "Papindi" (il mio papà lo chiamo così!) del mondo: a chi ce l'ha lontano, ai figli che sono diventati nel frattempo papà e ai papà che ci guardano da lassù.

Ci risentiamo presto con una nuova puntata! 👊

GLI INTERLOCUTORI DIFFICILI

Ascolta "I folletti fastidiosi" su Spreaker.



“C’era una volta un villaggio devastato, dove la maggior parte degli abitanti era scappata via per colpa di nove folletti di nome Colpevolo, Manipolo, Schiacciolo, Invidiolo, Tacciolo, Lamentolo, Tradignolo, Assignolo e Saccolo. Questi folletti, a causa del loro carattere difficile, avevano allontanato tutti. Colpevolo istillava sensi di colpa, lamentandosi di continuo con gli altri abitanti per eventuali loro mancanze; Manipolo era molto bravo con le parole e con l’ambiguità del loro significato: era in grado di far cadere tutti ai suoi piedi e di fare agli altri quello che in realtà toccava fare a lui; Schiacciolo era meglio non toccarlo: per ogni cosa o motivo interagiva con gli altri con prepotenza, urla, svalutazioni e col sarcasmo; Invidiolo voleva sapere a tutti i costi tutto delle altre persone entrando nella loro vita in modo ossessivo; Tacciolo stava sempre lì sordo e muto, privo di parole: nessuno degli abitanti di quel v…