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LA COMUNICAZIONE EFFICACE

Di seguito, ti riporto alcuni miei appunti utilizzati per un corso che ho tenuto con parenti e caregiver che fanno assistenza ai malati di Alzheimer. 
Ad ogni modo, sono utili per tutte le situazioni in cui si comunica. Fanne tesoro! ūüėä

Cos’√® la comunicazione?

Comunicare significa mettere in comune, esprimere, esternare, creare relazioni con altri esseri umani, dare forma di messaggio a idee, sentimenti e vissuti personali.
Il fine della comunicazione è quello di produrre un comportamento.
La messa in atto di questo comportamento è quello che ci dirà se la nostra comunicazione è andata a buon fine o meno.

MODALITA’ COMUNICATIVE
La comunicazione avviene su tre livelli che coprono, a loro volta, diverse percentuali. Come evidenzia il successivo grafico, si può osservare come la comunicazione non verbale copre uno spicchio abbastanza ampio rispetto la comunicazione verbale e para-verbale.





Vediamo, di seguito, i vari tipi di comunicazione

LA COMUNICAZIONE VERBALE

La comunicazione verbale utilizza il linguaggio orale o scritto ed √® la pi√Ļ usata nel mondo occidentale, dove  si tende ad utilizzarla come strumento preferenziale.

LA COMUNICAZIONE NON VERBALE

La comunicazione non verbale è considerata un linguaggio di relazione, un mezzo che sostiene, completa o contraddice la comunicazione verbale fungendo da canale di dispersione, in quanto, essendo meno facile da controllare rispetto alla comunicazione verbale, lascia filtrare contenuti profondi, parlando come il linguaggio non sa parlare.

La comunicazione non verbale riguarda:
     I linguaggi silenziosi: come il linguaggio dei segni (che include tutte le forme di codificazione in cui le parole sono state sostituite dai gesti);
     Il linguaggio dell’azione: che comprende tutti i movimenti che non sono usati esclusivamente come segnali;
     Il linguaggio degli oggetti: composto da tutte quelle esibizioni intenzionali e non di cose materiali o del corpo umano.

Rivestono una fondamentale importanza i linguaggi silenziosi. Essi vengono inviati pi√Ļ o meno consapevolmente dall’emittente della comunicazione e allo stesso modo il ricevente con o senza consapevolezza li investe di significato. 

Alcuni esempi di linguaggio silenzioso possono essere:


  1. APPARENZA FISICA: la bellezza sembra essere un potente fattore nella facilitazione dei rapporti sociali.
  2. ABBIGLIAMENTO: l’importanza comunicativa dell’abbigliamento dipende dalla sua visibilit√†, dal fatto che gli abiti possano essere letti a distanza maggiore di quella che serve per percepire altri segnali inviati dal corpo e perch√© i messaggi che l’abbigliamento ci invia riguardo a sesso, status sociale, etc. ci mettono in condizione di adattare il comportamento molto prima di quanto non potrebbero permettercelo ad esempio l’analisi dell’espressione del viso o del modo di parlare.
  3. POSTURA:il modo in cui le persone si atteggiano sia quando sono in piedi che quando camminano. Tramite l’atteggiamento posturale gli individui possono anche manifestare il diverso grado di accessibilit√† consentito all’altro.
  4. ORIENTAMENTO SPAZIALE: il modo in cui le persone si situano rispettivamente nello spazio è indice di atteggiamenti interpersonali.
  5. MIMICA FACCIALE E SGUARDO: la funzione essenziale delle espressioni facciali è quella di rinforzare ciò che viene detto e fornire dei feedback quando sono gli altri a parlare.
  6. DISTANZA INTERPERSONALE: vi sono 4 diverse distanze: Intima (0,35 cm), personale-causale (35-100 cm), sociale (1-3 mt), pubblica (dai 3 mt in su).



La comunicazione, inoltre si fonda su cinque assiomi fondamentali come spiegato brevemente nella seguente mappa.




CONSIGLI PER UNA GESTIONE COSCIENTE DELLA COMUNICAZIONE
1. A chi ti rivolgi: chi sono i soggetti con i quali devo entrare in relazione?
2. L'obiettivo: cosa vuoi che facciano, pensino, abbiano presente, al termine della comunicazione?
Attraverso la risposta a queste domande, è possibile decidere:
1. Che cosa comunicare: quali sono i punti fondamentali che devo comunicare per ottenere l'effetto voluto e creare la relazione?
2. Come comunicarlo: quali sono gli “strumenti di comunicazione” pi√Ļ adatti a ottenere l'effetto voluto? Scritto, orale, ecc..
E inoltre:
     Appena arriva una comunicazione tutti noi decidiamo in modo estremamente veloce se ci interessa o meno, se la ascolteremo o meno.
     Hai poco tempo per dividere il mondo in due: chi sar√† interessato al vostro messaggio e continuer√† a prestare attenzione, e chi no.
     Esprimi in modo chiaro il concetto fondamentale e ricordati che solamente se riesci a creare una "relazione" la lettura andr√† avanti.
     Scegli il "focus", il concetto fondamentale che devi comunicare (quello che ti permette di raggiungere il tuo scopo comunicativo).
     Il focus √®, solitamente, il concetto base esposto dal punto di vista del ricevente (comunicazione come relazione).
 Mettilo in risalto e fai in modo che sia immediatamente riconoscibile come il messaggio pi√Ļ importante, il principale, all'interno della comunicazione.

Infine, occorre tener presente che nella comunicazione riveste un ruolo importantissimo l’ascolto. Quest’ultimo permette di comprendere al meglio ci√≤ che viene comunicato dall’altro al fine di dare delle risposte adeguate al messaggio.

Ti saluto con questa citazione: 

"Quando ti domando d’ascoltarmi e tu cominci a darmi dei consigli, non fai quello che ti ho chiesto. Quando ti domando di ascoltarmi e inizi a dirmi perch√© non dovrei sentirmi in quel modo, calpesti i miei sentimenti. Quando ti chiedo d’ascoltarmi e tu credi di dover fare qualcosa per risolvere il mio problema, non mi aiuti, anche se pu√≤ sembrare strano". 

Per ulteriori approfondimenti sugli assiomi della comunicazione, ti consiglio il seguente libro:


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